• Propositi per il 2010.

    Correva il 31 December 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: bloglife, blurbs. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: , , | Nessun commento »

    Scrivere.
    Scrivere.
    Scrivere, cazzo.

    Buona fine, buon principio.


    attestati di stima

    Correva il 23 April 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: real-life. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: , | Nessun commento »

    “Ehi, ho già messo sul pen-drive i file che ti servono per l’iPod… serve altro per caso?”
    “Mhh…”, attimo di silenzio. “Sì, non è che mi fai un salto di Tomb Raider perché altrimenti non posso andare avanti…”

    In definitiva, una delle richieste migliori che mi sia mai stata fatta. :D

    Ah, giusto per la cronaca, dopo aver accettato e aver temuto di spiattellarmi come un ebete facendo un’epica figuraccia ho incredibilmente risolto la questione in un solo tentativo. Phew. :D


    I feel like shit, but at least I feel something

    Correva il 23 April 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: blurbs, real-life. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: , | Nessun commento »

    Rubo questa frase ai miei cari InFlames per riassumere le ultime due fortunatissime settimane.

    • Terremoto. Io ero sveglio, non mi sentivo troppo bene e per quella manciata di secondi è scattato il cagotto.

    E qui ho scelto di non scriverci su, sarei stato fuori luogo nel descrivere come io l’ho vissuta perché tranne quella manciata di secondi, qui è tutto a posto; sarei stato banale perché si può essere solo “banali” nella constatazione di un evento così, tanto più che non mi occupo di informazione; sarei stato polemico perché due giorni dopo si parlava dello share degli speciali sul terremoto, e questa cosa è agghiacciante, ma nella polemica non avrei rispettato il dolore, quindi nada; sarei stato serioso, e questo è un parco giochi, dopotutto.

    • Tracheite virale cronica, il che comporta: difficoltà respiratorie, dolori intercostali mortiferi e (si badi la congiunzione E, quindi non sto spiegando i dolori, sto aggiungendo altro) sensazione di essere stato costantemente percosso nella zona toracica da un omone dall’indubbio sadismo, debolezza diffusa, gola color maglia della Roma, dolori muscolari.

    Considerando che ovviamente un po’ di quei fastidi li ho avvertiti prima di sapere cosa avessi diciamo che è andata così:dolori intercostali, più sensazioni di pesantezza, stanchezza… al solito mi confido con la mia falsa-wannabe-dottoressa-sorella che mi fa:

    “Beh ho letto su nome-di-giornale-aberrante-molto-INculturale che possono essere sintomi di un infarto! C’è l’articolo, leggi!”
    “Ah, grazie, gentile”

    Effettivamente era vero, senza considerare che però magari i miei erano un pelino meno brucianti e non continui. Ok, però, cagotto uguale. Anche perché se per 48 ore continuano e stai sempre peggio, un filo di inquietudine ti viene. Nulla di grave, ma ti passa la vita davanti, inizi a sentire un formicolio al braccio sinistro anche se non c’è, pensi a scrivere testamento lasciando tutto all’Associazione “Diamo dei guanti ai bimbi che lavorano per la Nike, diamine” oppure chessò, inizi a corricchiare giusto per vedere se il cuore regge, mal che vada acceleri il processo e risolvi la questione. In ogni caso, quando davvero mi son sentito una pezza vado dal medico. Pronto ad un infelice destino fatto di analisi, controanalisi e paio di defibrillate, mi sento dire:

    “Mah, c’hai la gola arrossata, stai inguaiato.”
    Silenzio, ecco la mazzata, sta per arrivare, sta per dire qualcosa che manco il dottoraus (e che io non ho mai guardato ma lo so che è così) si è mai sognato di dire. Io vedo la scena al ralenti: prende aria a pieni polmoni, mi guarda, mi scruta e apre la bocca per pronunciare la funerea sentenza:
    “Non hai nulla, è una forte tracheite, spruzzati un po’ di Propoli”.
    Ma come?! Il Propoli? Lo spruzzino di erbette?

    Ovviamente i dolori continuano e la situazione degenera un po’, quindi ci ritorno, sofferente. Mi ascolta, mi ausculta, mi visita, mi tasta il torace. Risultato finale?

    “E’ una tracheite virale, è così. Non ci si può far nulla. Devi soffrire. Magari mettici un po’ di Propoli…”
    Ancora!? Ma come?! Se ti ho detto che all’inizio che non mi è servito ad un benemerito ceppo di ****o! Sei un medico e mi fai soffrire?! Sigh. Ho bisogno di cure drogose, io. In ogni caso, ad oggi, non sto ancora benissimo eh. Ma non è finita, perché quando sembravo sulla via del miglioramento…

    • Influenza Cagona: sindrome influenzale molto simpatica perché ti permette di socializzare con un oggetto spesso bistrattato e utilizzato tipicamente per esprimere metafore e paragoni negativi e denigratori: il cesso. Il virus della IC, invece, rivaluta mr.Tazza-di-Ceramica facendoti passare ore e ore in sua compagnia. Sferrando un duplice attacco carpiato pancia-stomaco, inoltre, la IC risulta particolarmente indicata per perdere tanto peso in poco tempo nonché per staccare dal mondo per un paio di giorni, in cui il virus garantisce uno stato allucinatorio dato da sensazione di svenimento, delirio per debolezza, sonno random.

    Il mio organismo è sicuramente virus-friendly. C’è qualcosa di veramente attrattivo, perché altrimenti non si spiegherebbe così tanto dolce e simpatico attaccamento nei miei confronti. Avrò chessò, un interior (organ) design di tendenza, le pareti cavernose stylose, oppure chessò, i suoni che provengono dall’esterno verranno remixati da qualche globulo rosso in maniera molto lounge-chillout-ambient-very-cool e ci sarà anche una buona acustica… o ancora, in ultima analisi, c’avrò le piastrine gnocche che fanno le coreografie sexy. Fatto sta, che potrebbe essere andata così.

    Il virus della tracheite, dopo giorni a navigar per l’aere planando di qua e di là, con il suo bel deltaplano atterra dentro di me dopo un meraviglioso arrivo acrobatico nel vortice delle vie respiratorie. Evita l’ugola con una virata all’ultimo secondo, 3 muchi con un 1080° dorsale e via. E’ dentro ed inizia a notare l’ambiente confortevole. Si fa un giro, inizia a chiedere informazioni alla gente del posto, un po’ intimorita dal suo atteggiamento un po’ strafottente, arrogante. Il problema principale è che qualche cellulina di bassa lega è troppo attratta dal suo fascino tamar-chic e lo accolgono anche fin troppo bene. Lui fa i suoi porci comodi e si piazza nella trachea, sala nota per avere un’ottima acustica per i concerti. Inizia a chiamare batteri e amici vari e mette su il festino. La prima sera c’è un momento di tensione. I globuli bianchi si accorgono dell’intruso e delle licenze mancanti e chiamano immediatamente un’unità di DIMMU (corpi difese immunitarie anti-sommossa). Virus e batteri son furbi, bloccano la DIMMU fuori la trachea, qualche scaramuccia, volano parole grosse e cori contro le forze armate, ma quando la situazione sembra degenerare il Virus divide le parti e promette di non far troppo casino e smontare le tende per mezzanotte. Le DIMMU si fanno infinocchiare così e la festa ricomincia. Intanto la gente aumenta e inizia il pogo selvaggio, arrivano le cubiste e la trachea è piena, oramai le DIMMU non possono più nulla. Ironia della sorte, dall’alto arriva pure il famigerato gas Propoli, gas utilizzato nel secondo conflitto mondiale per eliminare batteri e virus poco resistenti. L’attacco è blando, tanto più che oramai i virus del terzo millennio usano il Propoli come allucinogeno medio, quindi, lo sballo continua e, se possibile, aumenta. Allorché, il Virus, oramai padrone del posto, tira fuori il cellulare e fa una chiamata:
    “Ue merdina! Dov’è che stai? No, figa, è che c’avrei un posticino molto trendy da piazzare… roba di stile, cazzo, mai visto una roba così. Ambientino d’alta classe, bocchettoni con la bamba che ti fa sballare, ci puoi fare quello che vuoi, pirlone. Vediamo… c’avrei una saletta da fittarti… Sì guarda, ristrutturata da poco come parco acquatico, si chiama Intestino. Ci son gli scivoli acquatici, la possibilità di avere il privé, insomma, una figata. Ma va che ti faccio un prezzo d’amico, cazzo figa, stai tranquo. No, tranquillo, pure la pula non ti rompe le palle. C’ho infiltrati nelle DIMMU, fanno i bravi. Tranqu.. sì… perf… ok. Andata! Allora ci vediamo domani, merdina?! Graaaande, non te ne pentirai!”

    E il resto è storia.

    Di sicuro è andata così. E io ho cagato l’anima per due giorni e tre notti (nel senso che il terzo giorno mi ero illuso di star bene e ho provato a mangiare qualcosa di umano… ERRORE). Il ché, sinceramente, non è poi così bello. Soprattutto perché, e qui mi scuso con i deboli di stomaco, sinceramente… avere un rubinetto al posto del sedere è una cosa agghiacciante. Impressionante anche non mangiare a andare lo stesso in bagno… voglio dire. Dopo 24 ore che praticamente non tocchi cibo, cosa cazzo butti fuori!?

    In ogni caso, il bilancio dopo tre giorni di delirio da bagno è stato di quasi due chili persi… ed essendo già un mucchietto d’ossa ricoperto da uno strato di pelle e pelo… è tutto molto poco bello.

    Però poi venne la luce, e la sopravvivenza.

    Direi che questo aprile posso anche cestinarlo, và.


    any given sunday

    Correva il 5 April 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: real-life, sport. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: , , | Nessun commento »

    any given sunday

    Poi dicono che seguire lo sport non è stressante. Io ogni domenica invecchio di dieci anni.


    to be understood

    Correva il 4 April 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: real-life, videogames. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: , , | Nessun commento »

    Pomeriggio tardo, durante la settimana, contesto universitario. Sei lì che aspetti una presentazione di un libro. Chiacchieri del più e del meno, inizi con cose abbastanza intelligenti… No beh, inizi con battute idiote, poi per tre secondi assumi un contegno quasi serioso, ma dal momento che non riesci a tenerlo per più di tre decimi di secondo (che è un buon risultato, se assumi per sistema di riferimento temporale quello del mondo dello slittino. Lì se sei avanti di qualche millesimo è un’eternità. Traslando la normalità sul piano metafisico dello slittino diciamo che qualche decimo di secondo possono rappresentare svariate ere geologiche…) il discorso vira ovviamente sui videogiochi.

    Parte il trenino dell’amarcord, del “ma ti ricordi”. Il vaso di Pandora si scoperchia e per colpa di quella “banale” presentazione di un libro l’epico confronto di titoli, esperienze, immagini deve interrompersi. Ma prima, dalle rimembranze si è passati alle “addiction”. E’ lì che esci fuori tu, vero cultore di Winning Eleven. Dalla terza persona, sfruttando l’hook della modalità Diventa un Mito, passi alla prima persona ed è la fine.

    “No perché adesso gioco nel Manchester!”
    Risate.
    “No davvero, sono stato anche capocannioniere di Champions e miglior assistman! Mi han convocato in Nazionale per i mondiali”
    “Addirittura!??”
    “E ho segnato! Ho segnato!”. Pausa. “Perché poi c’è da dire che sono al Manchester con la numero sette, roba che hanno venduto Cristiano Ronaldo per me!”
    “Quindi dovremmo essere onorate di sedere qui accanto?!”
    “Ovvio che sì!”

    E’ in questi piccoli istanti di partecipazione goliardica che quasi ti senti compreso.


    I play, you play, shii plays!

    Correva il 2 April 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: internet, videogames. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: , | Nessun commento »

    Per un po’ di “sano” maschilismo (video)ludico. Dall’Olanda con furore. Da guardare assolutamente fino alla fine!


    last famous words…

    Correva il 29 March 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: sport. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: , | Nessun commento »

    cos’è che dicevo ieri? Speriamo che in Ferrari abbiano fatto tesoro della follia inconsulta dell’anno scorso…

    Alla faccia… strategia senza senso, Felipe col volante in mano e Kimi che quando si metteva bene si suicida. Ma va bene, no dico, va bene.

    Che inizio stagione di merda, però bel GP, tanto tanto spettacolo.

    Vorrei aprire un’indagine sulla precarietà dei neuroni di Vettel al terzultimo giro. No dico, dopo una gara perfetta, con le gomme distrutte e un pazzo (perché Kubica è un pazzo) che ti mangia secondi che fai? In ordine: freni tardissimo ma non curante di una BMW che ti ha praticamente superato provi a tenere l’interno senza un vero perché e giusto perché sei masochista acceleri (!?) continuando a chiudere uno spazio che non c’è per aggrovigliarti meglio con il tuo nuovo amichetto. Non contento, riparti, e ti spalmi nel muro dopo pochi metri. A quel punto, mortificato, scendi dalla macchina e vai a casa, no? No! Prima dici ai box “I’m an idiot, I’m so sorry!” poi… la pensata del secolo: mancano tre giri, sto senza una ruota ma c’è la safety, quasi quasi finisco la gara!! Ovviamente dietro di te si genera il caos, e tu finisci mestamente parcheggiato sull’erba dopo che evidentemente ti han detto “Coglione!” via radio. Epic Fail! E pensare che lui e Kubica avevan fatto una gara splendida.

    E, ovviamente, chi è che gongola di tutto ciò? Ma chi se non mr. Sorriso Spocchioso Hamilton! Gara anonima, gente che si suicida davanti a lui, quarto posto. E tra l’altro, se la gara finisce in tribunale il 14 aprile cos’è che potrebbe succedere? Ma ovviamente potrebbe trovarsi 10 punti in tasca. Mestizia.

    Edit: e invece SOOKA Hamilton!

    Intanto però, finalmente mi godo Button al primo posto e visto che l’ho sempre difeso contro tutti, gongolo. E complimenti a Ross Brawn. E anche a sir Branson che ha fiutato l’affarone.

    Il momento più comico del GP però l’ha offerto al solito il magnifico non-pilota per eccellenza: il nostro caro Fisichella, che è riuscito a cannare completamente il box durante lo stop, costringendo i poveri meccanici a spostarlo a mano… buahahaha.


    i can hear the VROOM again!

    Correva il 28 March 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: sport. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: , | Nessun commento »

    E chi se la scorda la stagione scorsa di F1. Se ripenso alle urla lanciate la sera del GP del Brasile mi vengono i brividi. Tra l’altro, la testata del boxman Ferrari riassume alla grande il mio stato d’animo di quel momento. Tremendo.

    Ma volendo essere sportivi e volendo dimenticare il suicidio Ferrari di metà stagione (perché diciamoci la verità, di cappellate alla Rossa, fra scuderia e piloti, ne han fatte a iosa) e il culo fotonico che da sempre accompagna il talentuoso giovane britannico dall’aria spocchiosa, quel che resta del 2008 è una stagione fantastica: 4 piloti che han provato a lottare per il mondiale, la consacrazione di Kubica e la prima vittoria di un nuovo “predestinato” come Vettel, bei sorpassi, tante polemiche sportive, dei momenti totalmente senza senso (il tamponamento di Hamilton a Kimi ai box o Massa che parte col bocchettone di benzina) e qualche bella incazzatura.

    Stamattina, prima levataccia, per il rito di inizio stagione ad Albert Park. Che dire? Si inizia bene e male. Bene, perché tempi alla mano, c’è del nuovo sotto il sole: fantastiche le Brawn GP, davvero. Belle, bianche, con la V della Virgin che ha scommesso e vinto, a quanto pare, con il contratto di sponsorship firmato all’ultimo minuto. Grandissimo Ross Brawn, indimenticato a Maranello, capace di reinventarsi capo assoluto per dimostrare alla Honda che non serviva investire tanto a vanvera in una scuderia autocratica. Investimenti mirati, motori in gestione, un gran progetto e tanta esperienza: risultati pazzeschi. Son contento per Jenson Button, chi mi conosce sa quanto credo (ma ve lo ricordate alla Williams quanto correva!?) da sempre nel primo vero talento di Sua Maestà. Mi aspetto un gran duello british, con Jenson maturo a sufficienza per rispondere al figlio di papà ferito nell’animo, ma ancora tronfio ai box, nonostante le Frecce d’Argento in grossa difficoltà. Bell’inizio, dicevo, perché nel Q3 di Big ci son solo la Ferrari e Kubica (non la BMW, ma Kubica, senza Kers perché troppo “pesante”…) , e in affanno. Un bagno d’umiltà fa sempre bene ai top team. Soprattutto, largo ai giovani: Rosber, Vettel, Kubica. Benissimo, perché in due decimi ad un certo punto c’erano sette, dico sette, auto. Poi sono arrivate le Brawn e han fatto piazza pulita, ma vabbè, i segni per totali sconvolgimenti ci sono tutti. E poi? Poi le nuove regole: da vedere, le auto con le slick e le soft segnate in fosforescenza son fighe, nulla da dire. Poi le slick riportano ai fasti ricordi meravigliosi, pollice su, in attesa di vedere quanto cambierà. Le ali nuove son strane: davanti larghe e grosse, dietro piccolissimi vassoietti… C’è più omogeneità estetica tra le vetture e meno soluzioni orripilanti per l’areodinamica e devo dire che sembrano meno aerei e più macchine, il che non è male. Il Kers? Vedremo domani in  partenza, visto che ce l’ha solo la Ferrari fra le prime. In ogni caso, teoricamente dovremo vedere più sorpassi, speriamo.

    Dicevo, è iniziato anche male. Perché? Per i tredicimila ricorsi, fatti, ritirati, in appello. Il regolamento è cambiato tre volte negli ultimi dieci giorni e l’ambiente è oramai spaccato. Peccato, davvero, avere la consapevolezza che le sessioni in pista non finisco in pista ma su un tavolo di un giudice che dovrà decidere con dizionario alla mano piuttosto che con un regolamento chiaro. Quanto possano essere decisivi i diffusori non si sa, fatto sta che il caso ha voluto che prorpio le tre sorprese di oggi (Toyota di meno, visto che han cannato con gli alettoni e Trulli ha lamentato problemi manco se avesse una 127 scassata :’D) son proprio le scuderie incriminate. Fino al 14 aprile insomma, lo spettro della mano della giustizia aleggerà su quella che sembra essere una stagione interessante.

    E poi ci son le rosse. Qui, da sportivo che ero, divento tifoso e di parte. Tifo Kimi, spero in Kimi e spero di allontanare Alonso il più possibile. Non perché l’asturiano non sia il miglior pilota in circolazione, ma perché dopo tutto quello che ha detto nella sua carriera sulla rossa non ce lo voglio. Felipe? Aspetto maturità, per me resta sopravvalutato. Kimi è vero, l’hanno scorso ha sbagliato troppo, ma ha avuto anche una sfiga tremenda. Quest’anno si decide che direzione prenderà il futuro Ferrari, e spero che si vada verso una squadra tutta europea. Il sogno resta di vedere Vettel e Kubica (oramai Button non lo posso più candidare) ma nel frattempo, forza Kimi, visto che lo reputo ancora uno dei piloti più completi in circolazione, se solo fosse più incazzato e meno indolente… Intanto, prego che le nuove leve della scuderia abbiano fatto tesoro dalla follia inconsulta dell’anno scorso.

    Domani mattina vedremo… sto fatto delle 8 non ho ancora capito se è un bene o un male sinceramente… (considerando che si dorme un’ora in meno… aargh) ;)


    it would have been cool…

    Correva il 27 March 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: blurbs, internet, real-life. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: , , | Nessun commento »

    Ieri, mentre nello spicchio di mondo situato nel fuso orario +1 GMT  ci si apprestava al pranzo, io e lhaudian eravamo seduti in un’amena aula-bunker dell’università coinvolti in un losco affare: presentare ad un manipolo di altri studenti un sito rosa sotto gli occhi vigili di una bionda professoressa.

    La presenza istituzionale a pochi passi da noi non ci ha permesso di NON fare gli idioti, ma non ci ha permesso di fare totalmente gli idioti, anche perché alla fine di mezzo c’è la mia futura (remota) conquista del titolo di dottore-pirla-inutile-perché-triennale.

    Urge quindi tramandare ai posteri cosa avremmo potuto fare ma non abbiamo fatto:

    • Guardare la platea con aria solenne, attendere qualche decina di secondi, ed esclamare “Suvvia, cos’è questo gelo!? Facciamo le presentazioni: sito, ecco gli studenti; studenti, ecco il sito. Salutate il sito: sito, saluta gli studenti, non essere timido”;
    • Guardare la platea con aria di sufficienza e dire: “Beh, ecco il sito, è rosa, ci scriviamo minchiate. Ecco tutto. Grazie.”;
    • Guardare la platea con aria di superiorità e dire “Vedete, il sito potrebbe essere un buona cosa se solo voi foste in grado di scrivervi su qualcosa di intelligente, quindi alla fine è inutile che stiamo qui a perdere tempo.”;
    • Insultare con frasi troppo difficili chiunque piuttosto che ascoltare fosse impegnato a proferire parola con chiccessia.

    Nonostante l’impossibilità di farsi odiare o prendere a sassate e il fatto che io fossi impegnato a mantenere saldo e nascosto il mio lato spocchioso, dittatoriale, intollerante e razzista mostrandomi comprensivo e sorridente i momenti di gelo ci son stati.

    • Una baldanzosa fanciulla, con fare sentito e convinto, guardando alla grafica del sito (che utilizza un meltin’ pot di icone contemporanee) esclama: “Ma quello è Jack di Uomini e Donne?”. Seguono, in ordine: sgomento, silenzio, sconforto. Lhaudian chiude explorer e fa per andarsene, io rido e chiedo chi intendesse. Alla risposta “il primo” io e la professoressa propendiamo per la non conoscenza di Steve Jobs. Alla luce della googlata di cui sopra, direi che la faccenda si complica: cecità o ha scambiato Beckahm per il tamarrissimo Jack? O.O”
    • Un’altra baldanzosa e convinta fanciulla, dopo il giro di risposte varie e assortite alla domanda “Ma le due pillole cosa vi fanno venire in mente?”, alla rivelazione della loro vera origine (Matrix, of course) risponde “Ma perché Matrix?”. Lhaudian ha oramai l’orticaria. Io pure, ma tanto ho già l’occhio in versione maculata causa l’allergia di cui abbiamo già discusso, e provo ad essere esplicativo: “Sai quando Morpheus da a Neo la possibilità di scegliere fra la realtà e la matrice? Pillola rossa o pillola blu?” dopo qualche secondo di inquietante silenzio ottengo un “Ah”. D’accordo, va bene.

    Tutto sommato però, è stato molto divertente. E ci si aspettava reazioni ben peggiori. E non abbiamo neanche sviluppato troppo odio.

    Ovviamente questo post non è altro che un modo infimo  di pubblicizzare il blog di Mitologie Contemporanee, un sito rosa, bello e simpatico in cui studenti e non provano a ragionare su simboli, oggetti, icone, personaggi che al giorno d’oggi possiamo definire: miti. Visitate et commentate. ;)


    la poco sostenibile sfiga del malessere

    Correva il 21 March 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: real-life. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: , | Nessun commento »

    Domenica mattina ti svegli con un occhio un po’ gonfio e arrossato… che sarà mai! Un po’ di freddezza. Vivi con poco fastidio la giornata, fai i fatti tuoi. Arrivi alla sera che ti inizia a dar fastidio e beh… è ancora gonfio. Inizi a rifletterci su.

    Il lunedì mattina ti svegli con un occhio che fa paura a vedersi. Hai 4 palpebre al posto di una. Dici che c’è qualcosa che non va per davvero. Ti fai una cultura su internet, la confronti con la doxa familiare e propendi per un “volgaVe” orzaiolo. Ok, nessun problema, da fastidio, sembra che ti han dato un pugno ma fa niente. Vai in farmacia, il farmacista conferma con fare convinto e mi porge la magica pomata giallina sentenziando “3 o 4 giorni di questa e via”. A cavallo. Decidi di cominciare la sera perché stai andando a lavorare. Cosa saranno poche ore? Primo errore, dal momento che sei davanti a tre monitor l’intero pomeriggio torni a casa che l’occhio urla pietà e non sembra che ti han semplicemente dato un cartone, sembra che tu sia andato a dire, subendone le allegre conseguenze, alla guardia del corpo di una modella “ciao, scusa non è che mi faresti passare che vorrei violentare la tua assistita, sai com’è, si porta”. Ti maledici un po’, ma la sera ti fai ungere l’occhio ben bene dalla pomata miracolosa e constati che per 3 o 4 minuti la pomata provoca un effetto cataratta maxi-schermo notevole: non vedi un cazzo; effetto secondario: per le ore successive stai lì a pulirti le ciglia perché se no inizi a colare di tanto in tanto. Ma vaaaabbè,che saran mai 3 0 4 giorni così. Che poi 3 o 4? Leggi il bugiardino (che poi mi chiedo: il foglio illustrativo di un medicinale me lo chiami BUGIARDINO? E se muoio che succede? Mi dicono “bravo tu credi a un bugiardino!”) e ovviamente dice cose diverse dal farmacista. Nel dubbio propendi per 2 applicazioni per 4 giorni per un totale di 8. Se vedi che le cose peggiorano, saluti l’occhio. Semplice. (Magari prima un tentativo da un’oculista lo fai, magari, ma son dettagli).

    Martedì mattina, ti svegli che oramai la pomata ha calcificato le ciglia e già ti immagini un futuro con un occhio glabro quando noti che il tuo occhio pare abbia subito il trattamento di due grosse guardie del corpo. Male, molto male. Vabbè, sei fiducioso nella medicina, dopotutto l’ho messa una sola volta. A sera noti effettivamente un cambiamento: il tuo occhio non è solo gonfio sopra, ma anche sotto! E’ meno tumefatto, d’accordo, ma adesso è tutto completamente gonfio: evviva! Sembrano i postumi non immediati di una rissa. Il marchio poco delebile di una serata passata al Fight Club. Peccato che non conosca nessun Durden e che il mio occhio si sia picchiato da solo. Nel frattempo decidi di affiancare alla pomata anche il sempreverde Oki, guerriero polivalente solubile, degno erede del sommo Aulin, per una carica frontale all’orzaiolo molesto.

    Il mercoledì mattina però la fede nel progresso un po’ ti ripaga. Gonfio è gonfio, ma il fastidio diminuisce. Però è mattina, è normale sia così… E infatti con il passare dela tempo il tuo viso inizia a ricordare quello di una persona integra. Esulti in maniera timida. Continui con la pomata, almeno fino a giovedì sera.

    Il giovedì ti sembra il giorno di una parziale rinascita. Il gonfiore superiore si attenua e quello inferiore è regredito al livello di un una maxi occhiaia della morte. Perseveri con la pomata e il guerriero Oki ripone la spada. Al risveglio di venerdì avverti uno strano prurito all’occhio, ma tutto sommato, al di là del gonfiore inferiore e di un po’ di arrossamento, ti pare una situazione sostenibile. La mattina metti ancora la pomata, per essere coerenti alle otto applicazioni. Per tutta la giornata è come se avessi qualcosa in un occhio, un leggero prurito… Non ti quadra, però pensi sia una questione di riassestamento dell’occhio, chessò, stanno riavviano le normali procedure… Secondo errore: non andarsi a sciacquare.

    Infatti la sera, all’improvviso avverti che il prurito si estende a tutta, dico tutta, la zona dell’occhio, dallo zigomo al sopracciglio. No buono, no bene. Alla comparsa sottocutanea di due bollicine domandi a tua sorella “ma cos’ho qui?”. Lo sguardo di tua sorella appare fra lo sgomento e il perplesso e capisci che è meglio correre in bagno. T’oh. Una reazione allergica, che culo!

    Non solo hai l’occhio che continua a rigurgitare cremina gialla perché col cazzo che la togli da dentro dopo 4 giorni di “ammollo” ma la stessa cremina gialla oramai è poco tollerata dal tuo corpo, che reagisce così, con tanti ponfettini! E il loop senza via di uscita se non tanto fastidio è lì bello che servito! E vai quindi subito di Polaramin, antistaminico e via. Il fastidio cutaneo si placa, ma ovviamente inizia quello interno. L’immagine mentale di un interno dell’occhio con tante piccole bollicine ti raggela abbastanza, almeno fin quando non senti fastidio all’occhio. E’ la fine. Qualche minuto di riflessione con sorella, qualche invocazione suprema per la caduta a picco di sacre vestigia e poi via di Bentelan, cortisone, così non ci si fa mancare nulla.

    Per fortuna le bollicine si placano, mi resta un alone da una nottata in campeggio senza qualcosa-per-gli-insetti attorno all’occhio, un fastidio latente e un’orticaria psicotica ogni tot. Che culo.

    Mi sa che me ne vado a letto che è meglio.