Correva il
23 April 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: real-life. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: dialoghi, momenti topici | Nessun commento »
“Ehi, ho già messo sul pen-drive i file che ti servono per l’iPod… serve altro per caso?”
“Mhh…”, attimo di silenzio. “Sì, non è che mi fai un salto di Tomb Raider perché altrimenti non posso andare avanti…”
In definitiva, una delle richieste migliori che mi sia mai stata fatta. :D
Ah, giusto per la cronaca, dopo aver accettato e aver temuto di spiattellarmi come un ebete facendo un’epica figuraccia ho incredibilmente risolto la questione in un solo tentativo. Phew. :D
Correva il
23 April 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: blurbs, real-life. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: sfiga atomica, storielle | Nessun commento »
Rubo questa frase ai miei cari InFlames per riassumere le ultime due fortunatissime settimane.
- Terremoto. Io ero sveglio, non mi sentivo troppo bene e per quella manciata di secondi è scattato il cagotto.
E qui ho scelto di non scriverci su, sarei stato fuori luogo nel descrivere come io l’ho vissuta perché tranne quella manciata di secondi, qui è tutto a posto; sarei stato banale perché si può essere solo “banali” nella constatazione di un evento così, tanto più che non mi occupo di informazione; sarei stato polemico perché due giorni dopo si parlava dello share degli speciali sul terremoto, e questa cosa è agghiacciante, ma nella polemica non avrei rispettato il dolore, quindi nada; sarei stato serioso, e questo è un parco giochi, dopotutto.
- Tracheite virale cronica, il che comporta: difficoltà respiratorie, dolori intercostali mortiferi e (si badi la congiunzione E, quindi non sto spiegando i dolori, sto aggiungendo altro) sensazione di essere stato costantemente percosso nella zona toracica da un omone dall’indubbio sadismo, debolezza diffusa, gola color maglia della Roma, dolori muscolari.
Considerando che ovviamente un po’ di quei fastidi li ho avvertiti prima di sapere cosa avessi diciamo che è andata così:dolori intercostali, più sensazioni di pesantezza, stanchezza… al solito mi confido con la mia falsa-wannabe-dottoressa-sorella che mi fa:
“Beh ho letto su nome-di-giornale-aberrante-molto-INculturale che possono essere sintomi di un infarto! C’è l’articolo, leggi!”
“Ah, grazie, gentile”
Effettivamente era vero, senza considerare che però magari i miei erano un pelino meno brucianti e non continui. Ok, però, cagotto uguale. Anche perché se per 48 ore continuano e stai sempre peggio, un filo di inquietudine ti viene. Nulla di grave, ma ti passa la vita davanti, inizi a sentire un formicolio al braccio sinistro anche se non c’è, pensi a scrivere testamento lasciando tutto all’Associazione “Diamo dei guanti ai bimbi che lavorano per la Nike, diamine” oppure chessò, inizi a corricchiare giusto per vedere se il cuore regge, mal che vada acceleri il processo e risolvi la questione. In ogni caso, quando davvero mi son sentito una pezza vado dal medico. Pronto ad un infelice destino fatto di analisi, controanalisi e paio di defibrillate, mi sento dire:
“Mah, c’hai la gola arrossata, stai inguaiato.”
Silenzio, ecco la mazzata, sta per arrivare, sta per dire qualcosa che manco il dottoraus (e che io non ho mai guardato ma lo so che è così) si è mai sognato di dire. Io vedo la scena al ralenti: prende aria a pieni polmoni, mi guarda, mi scruta e apre la bocca per pronunciare la funerea sentenza:
“Non hai nulla, è una forte tracheite, spruzzati un po’ di Propoli”.
Ma come?! Il Propoli? Lo spruzzino di erbette?
Ovviamente i dolori continuano e la situazione degenera un po’, quindi ci ritorno, sofferente. Mi ascolta, mi ausculta, mi visita, mi tasta il torace. Risultato finale?
“E’ una tracheite virale, è così. Non ci si può far nulla. Devi soffrire. Magari mettici un po’ di Propoli…”
Ancora!? Ma come?! Se ti ho detto che all’inizio che non mi è servito ad un benemerito ceppo di ****o! Sei un medico e mi fai soffrire?! Sigh. Ho bisogno di cure drogose, io. In ogni caso, ad oggi, non sto ancora benissimo eh. Ma non è finita, perché quando sembravo sulla via del miglioramento…
- Influenza Cagona: sindrome influenzale molto simpatica perché ti permette di socializzare con un oggetto spesso bistrattato e utilizzato tipicamente per esprimere metafore e paragoni negativi e denigratori: il cesso. Il virus della IC, invece, rivaluta mr.Tazza-di-Ceramica facendoti passare ore e ore in sua compagnia. Sferrando un duplice attacco carpiato pancia-stomaco, inoltre, la IC risulta particolarmente indicata per perdere tanto peso in poco tempo nonché per staccare dal mondo per un paio di giorni, in cui il virus garantisce uno stato allucinatorio dato da sensazione di svenimento, delirio per debolezza, sonno random.
Il mio organismo è sicuramente virus-friendly. C’è qualcosa di veramente attrattivo, perché altrimenti non si spiegherebbe così tanto dolce e simpatico attaccamento nei miei confronti. Avrò chessò, un interior (organ) design di tendenza, le pareti cavernose stylose, oppure chessò, i suoni che provengono dall’esterno verranno remixati da qualche globulo rosso in maniera molto lounge-chillout-ambient-very-cool e ci sarà anche una buona acustica… o ancora, in ultima analisi, c’avrò le piastrine gnocche che fanno le coreografie sexy. Fatto sta, che potrebbe essere andata così.
Il virus della tracheite, dopo giorni a navigar per l’aere planando di qua e di là , con il suo bel deltaplano atterra dentro di me dopo un meraviglioso arrivo acrobatico nel vortice delle vie respiratorie. Evita l’ugola con una virata all’ultimo secondo, 3 muchi con un 1080° dorsale e via. E’ dentro ed inizia a notare l’ambiente confortevole. Si fa un giro, inizia a chiedere informazioni alla gente del posto, un po’ intimorita dal suo atteggiamento un po’ strafottente, arrogante. Il problema principale è che qualche cellulina di bassa lega è troppo attratta dal suo fascino tamar-chic e lo accolgono anche fin troppo bene. Lui fa i suoi porci comodi e si piazza nella trachea, sala nota per avere un’ottima acustica per i concerti. Inizia a chiamare batteri e amici vari e mette su il festino. La prima sera c’è un momento di tensione. I globuli bianchi si accorgono dell’intruso e delle licenze mancanti e chiamano immediatamente un’unità di DIMMU (corpi difese immunitarie anti-sommossa). Virus e batteri son furbi, bloccano la DIMMU fuori la trachea, qualche scaramuccia, volano parole grosse e cori contro le forze armate, ma quando la situazione sembra degenerare il Virus divide le parti e promette di non far troppo casino e smontare le tende per mezzanotte. Le DIMMU si fanno infinocchiare così e la festa ricomincia. Intanto la gente aumenta e inizia il pogo selvaggio, arrivano le cubiste e la trachea è piena, oramai le DIMMU non possono più nulla. Ironia della sorte, dall’alto arriva pure il famigerato gas Propoli, gas utilizzato nel secondo conflitto mondiale per eliminare batteri e virus poco resistenti. L’attacco è blando, tanto più che oramai i virus del terzo millennio usano il Propoli come allucinogeno medio, quindi, lo sballo continua e, se possibile, aumenta. Allorché, il Virus, oramai padrone del posto, tira fuori il cellulare e fa una chiamata:
“Ue merdina! Dov’è che stai? No, figa, è che c’avrei un posticino molto trendy da piazzare… roba di stile, cazzo, mai visto una roba così. Ambientino d’alta classe, bocchettoni con la bamba che ti fa sballare, ci puoi fare quello che vuoi, pirlone. Vediamo… c’avrei una saletta da fittarti… Sì guarda, ristrutturata da poco come parco acquatico, si chiama Intestino. Ci son gli scivoli acquatici, la possibilità di avere il privé, insomma, una figata. Ma va che ti faccio un prezzo d’amico, cazzo figa, stai tranquo. No, tranquillo, pure la pula non ti rompe le palle. C’ho infiltrati nelle DIMMU, fanno i bravi. Tranqu.. sì… perf… ok. Andata! Allora ci vediamo domani, merdina?! Graaaande, non te ne pentirai!”
E il resto è storia.
Di sicuro è andata così. E io ho cagato l’anima per due giorni e tre notti (nel senso che il terzo giorno mi ero illuso di star bene e ho provato a mangiare qualcosa di umano… ERRORE). Il ché, sinceramente, non è poi così bello. Soprattutto perché, e qui mi scuso con i deboli di stomaco, sinceramente… avere un rubinetto al posto del sedere è una cosa agghiacciante. Impressionante anche non mangiare a andare lo stesso in bagno… voglio dire. Dopo 24 ore che praticamente non tocchi cibo, cosa cazzo butti fuori!?
In ogni caso, il bilancio dopo tre giorni di delirio da bagno è stato di quasi due chili persi… ed essendo già un mucchietto d’ossa ricoperto da uno strato di pelle e pelo… è tutto molto poco bello.
Però poi venne la luce, e la sopravvivenza.
Direi che questo aprile posso anche cestinarlo, và .
Correva il
4 April 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: real-life, videogames. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: dialoghi, nerd, PES | Nessun commento »
Pomeriggio tardo, durante la settimana, contesto universitario. Sei lì che aspetti una presentazione di un libro. Chiacchieri del più e del meno, inizi con cose abbastanza intelligenti… No beh, inizi con battute idiote, poi per tre secondi assumi un contegno quasi serioso, ma dal momento che non riesci a tenerlo per più di tre decimi di secondo (che è un buon risultato, se assumi per sistema di riferimento temporale quello del mondo dello slittino. Lì se sei avanti di qualche millesimo è un’eternità . Traslando la normalità sul piano metafisico dello slittino diciamo che qualche decimo di secondo possono rappresentare svariate ere geologiche…) il discorso vira ovviamente sui videogiochi.
Parte il trenino dell’amarcord, del “ma ti ricordi”. Il vaso di Pandora si scoperchia e per colpa di quella “banale” presentazione di un libro l’epico confronto di titoli, esperienze, immagini deve interrompersi. Ma prima, dalle rimembranze si è passati alle “addiction”. E’ lì che esci fuori tu, vero cultore di Winning Eleven. Dalla terza persona, sfruttando l’hook della modalità Diventa un Mito, passi alla prima persona ed è la fine.
“No perché adesso gioco nel Manchester!”
Risate.
“No davvero, sono stato anche capocannioniere di Champions e miglior assistman! Mi han convocato in Nazionale per i mondiali”
“Addirittura!??”
“E ho segnato! Ho segnato!”. Pausa. “Perché poi c’è da dire che sono al Manchester con la numero sette, roba che hanno venduto Cristiano Ronaldo per me!”
“Quindi dovremmo essere onorate di sedere qui accanto?!”
“Ovvio che sì!”
E’ in questi piccoli istanti di partecipazione goliardica che quasi ti senti compreso.