• attestati di stima

    Correva il 23 April 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: real-life. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: , | Nessun commento »

    “Ehi, ho già messo sul pen-drive i file che ti servono per l’iPod… serve altro per caso?”
    “Mhh…”, attimo di silenzio. “Sì, non è che mi fai un salto di Tomb Raider perché altrimenti non posso andare avanti…”

    In definitiva, una delle richieste migliori che mi sia mai stata fatta. :D

    Ah, giusto per la cronaca, dopo aver accettato e aver temuto di spiattellarmi come un ebete facendo un’epica figuraccia ho incredibilmente risolto la questione in un solo tentativo. Phew. :D


    it would have been cool…

    Correva il 27 March 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: blurbs, internet, real-life. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: , , | Nessun commento »

    Ieri, mentre nello spicchio di mondo situato nel fuso orario +1 GMT  ci si apprestava al pranzo, io e lhaudian eravamo seduti in un’amena aula-bunker dell’università coinvolti in un losco affare: presentare ad un manipolo di altri studenti un sito rosa sotto gli occhi vigili di una bionda professoressa.

    La presenza istituzionale a pochi passi da noi non ci ha permesso di NON fare gli idioti, ma non ci ha permesso di fare totalmente gli idioti, anche perché alla fine di mezzo c’è la mia futura (remota) conquista del titolo di dottore-pirla-inutile-perché-triennale.

    Urge quindi tramandare ai posteri cosa avremmo potuto fare ma non abbiamo fatto:

    • Guardare la platea con aria solenne, attendere qualche decina di secondi, ed esclamare “Suvvia, cos’è questo gelo!? Facciamo le presentazioni: sito, ecco gli studenti; studenti, ecco il sito. Salutate il sito: sito, saluta gli studenti, non essere timido”;
    • Guardare la platea con aria di sufficienza e dire: “Beh, ecco il sito, è rosa, ci scriviamo minchiate. Ecco tutto. Grazie.”;
    • Guardare la platea con aria di superiorità e dire “Vedete, il sito potrebbe essere un buona cosa se solo voi foste in grado di scrivervi su qualcosa di intelligente, quindi alla fine è inutile che stiamo qui a perdere tempo.”;
    • Insultare con frasi troppo difficili chiunque piuttosto che ascoltare fosse impegnato a proferire parola con chiccessia.

    Nonostante l’impossibilità di farsi odiare o prendere a sassate e il fatto che io fossi impegnato a mantenere saldo e nascosto il mio lato spocchioso, dittatoriale, intollerante e razzista mostrandomi comprensivo e sorridente i momenti di gelo ci son stati.

    • Una baldanzosa fanciulla, con fare sentito e convinto, guardando alla grafica del sito (che utilizza un meltin’ pot di icone contemporanee) esclama: “Ma quello è Jack di Uomini e Donne?”. Seguono, in ordine: sgomento, silenzio, sconforto. Lhaudian chiude explorer e fa per andarsene, io rido e chiedo chi intendesse. Alla risposta “il primo” io e la professoressa propendiamo per la non conoscenza di Steve Jobs. Alla luce della googlata di cui sopra, direi che la faccenda si complica: cecità o ha scambiato Beckahm per il tamarrissimo Jack? O.O”
    • Un’altra baldanzosa e convinta fanciulla, dopo il giro di risposte varie e assortite alla domanda “Ma le due pillole cosa vi fanno venire in mente?”, alla rivelazione della loro vera origine (Matrix, of course) risponde “Ma perché Matrix?”. Lhaudian ha oramai l’orticaria. Io pure, ma tanto ho già l’occhio in versione maculata causa l’allergia di cui abbiamo già discusso, e provo ad essere esplicativo: “Sai quando Morpheus da a Neo la possibilità di scegliere fra la realtà e la matrice? Pillola rossa o pillola blu?” dopo qualche secondo di inquietante silenzio ottengo un “Ah”. D’accordo, va bene.

    Tutto sommato però, è stato molto divertente. E ci si aspettava reazioni ben peggiori. E non abbiamo neanche sviluppato troppo odio.

    Ovviamente questo post non è altro che un modo infimo  di pubblicizzare il blog di Mitologie Contemporanee, un sito rosa, bello e simpatico in cui studenti e non provano a ragionare su simboli, oggetti, icone, personaggi che al giorno d’oggi possiamo definire: miti. Visitate et commentate. ;)


    la poco sostenibile sfiga del malessere

    Correva il 21 March 2009 quando Shea scrisse ciò e dopo aver tirato un d20 lo inserì in: real-life. Non contento, per rendere le cose più difficili inserì anche questi tag: , | Nessun commento »

    Domenica mattina ti svegli con un occhio un po’ gonfio e arrossato… che sarà mai! Un po’ di freddezza. Vivi con poco fastidio la giornata, fai i fatti tuoi. Arrivi alla sera che ti inizia a dar fastidio e beh… è ancora gonfio. Inizi a rifletterci su.

    Il lunedì mattina ti svegli con un occhio che fa paura a vedersi. Hai 4 palpebre al posto di una. Dici che c’è qualcosa che non va per davvero. Ti fai una cultura su internet, la confronti con la doxa familiare e propendi per un “volgaVe” orzaiolo. Ok, nessun problema, da fastidio, sembra che ti han dato un pugno ma fa niente. Vai in farmacia, il farmacista conferma con fare convinto e mi porge la magica pomata giallina sentenziando “3 o 4 giorni di questa e via”. A cavallo. Decidi di cominciare la sera perché stai andando a lavorare. Cosa saranno poche ore? Primo errore, dal momento che sei davanti a tre monitor l’intero pomeriggio torni a casa che l’occhio urla pietà e non sembra che ti han semplicemente dato un cartone, sembra che tu sia andato a dire, subendone le allegre conseguenze, alla guardia del corpo di una modella “ciao, scusa non è che mi faresti passare che vorrei violentare la tua assistita, sai com’è, si porta”. Ti maledici un po’, ma la sera ti fai ungere l’occhio ben bene dalla pomata miracolosa e constati che per 3 o 4 minuti la pomata provoca un effetto cataratta maxi-schermo notevole: non vedi un cazzo; effetto secondario: per le ore successive stai lì a pulirti le ciglia perché se no inizi a colare di tanto in tanto. Ma vaaaabbè,che saran mai 3 0 4 giorni così. Che poi 3 o 4? Leggi il bugiardino (che poi mi chiedo: il foglio illustrativo di un medicinale me lo chiami BUGIARDINO? E se muoio che succede? Mi dicono “bravo tu credi a un bugiardino!”) e ovviamente dice cose diverse dal farmacista. Nel dubbio propendi per 2 applicazioni per 4 giorni per un totale di 8. Se vedi che le cose peggiorano, saluti l’occhio. Semplice. (Magari prima un tentativo da un’oculista lo fai, magari, ma son dettagli).

    Martedì mattina, ti svegli che oramai la pomata ha calcificato le ciglia e già ti immagini un futuro con un occhio glabro quando noti che il tuo occhio pare abbia subito il trattamento di due grosse guardie del corpo. Male, molto male. Vabbè, sei fiducioso nella medicina, dopotutto l’ho messa una sola volta. A sera noti effettivamente un cambiamento: il tuo occhio non è solo gonfio sopra, ma anche sotto! E’ meno tumefatto, d’accordo, ma adesso è tutto completamente gonfio: evviva! Sembrano i postumi non immediati di una rissa. Il marchio poco delebile di una serata passata al Fight Club. Peccato che non conosca nessun Durden e che il mio occhio si sia picchiato da solo. Nel frattempo decidi di affiancare alla pomata anche il sempreverde Oki, guerriero polivalente solubile, degno erede del sommo Aulin, per una carica frontale all’orzaiolo molesto.

    Il mercoledì mattina però la fede nel progresso un po’ ti ripaga. Gonfio è gonfio, ma il fastidio diminuisce. Però è mattina, è normale sia così… E infatti con il passare dela tempo il tuo viso inizia a ricordare quello di una persona integra. Esulti in maniera timida. Continui con la pomata, almeno fino a giovedì sera.

    Il giovedì ti sembra il giorno di una parziale rinascita. Il gonfiore superiore si attenua e quello inferiore è regredito al livello di un una maxi occhiaia della morte. Perseveri con la pomata e il guerriero Oki ripone la spada. Al risveglio di venerdì avverti uno strano prurito all’occhio, ma tutto sommato, al di là del gonfiore inferiore e di un po’ di arrossamento, ti pare una situazione sostenibile. La mattina metti ancora la pomata, per essere coerenti alle otto applicazioni. Per tutta la giornata è come se avessi qualcosa in un occhio, un leggero prurito… Non ti quadra, però pensi sia una questione di riassestamento dell’occhio, chessò, stanno riavviano le normali procedure… Secondo errore: non andarsi a sciacquare.

    Infatti la sera, all’improvviso avverti che il prurito si estende a tutta, dico tutta, la zona dell’occhio, dallo zigomo al sopracciglio. No buono, no bene. Alla comparsa sottocutanea di due bollicine domandi a tua sorella “ma cos’ho qui?”. Lo sguardo di tua sorella appare fra lo sgomento e il perplesso e capisci che è meglio correre in bagno. T’oh. Una reazione allergica, che culo!

    Non solo hai l’occhio che continua a rigurgitare cremina gialla perché col cazzo che la togli da dentro dopo 4 giorni di “ammollo” ma la stessa cremina gialla oramai è poco tollerata dal tuo corpo, che reagisce così, con tanti ponfettini! E il loop senza via di uscita se non tanto fastidio è lì bello che servito! E vai quindi subito di Polaramin, antistaminico e via. Il fastidio cutaneo si placa, ma ovviamente inizia quello interno. L’immagine mentale di un interno dell’occhio con tante piccole bollicine ti raggela abbastanza, almeno fin quando non senti fastidio all’occhio. E’ la fine. Qualche minuto di riflessione con sorella, qualche invocazione suprema per la caduta a picco di sacre vestigia e poi via di Bentelan, cortisone, così non ci si fa mancare nulla.

    Per fortuna le bollicine si placano, mi resta un alone da una nottata in campeggio senza qualcosa-per-gli-insetti attorno all’occhio, un fastidio latente e un’orticaria psicotica ogni tot. Che culo.

    Mi sa che me ne vado a letto che è meglio.